La storia della fotografia digitale comincia da lontano, precisamente dalla metà del secolo scorso. Nel 1957 fu la Kodak a creare il primo prototipo di macchina fotografica digitale: il suo superiore chiese a Steven Sasson, un venticinquenne ingegnere e ricercatore alla Eastman Kodak Company, di provare a trovare il modo di utilizzare in una fotocamera il CCD. Fu così che egli impresse su nastro digitale la foto del figlio di tre mesi di Russel Kirsch, assistente di laboratorio, usando il CCD della Fairchild Imaging.
Questa è considerata la prima foto digitale della storia, la cui risoluzione era di 0,01 megapixel; per catturare questa immagine in bianco e nero e registrare i suoi dati su cassetta si impiegarono circa 25 secondi.
L’invenzione fu talmente importante che Steven Sasson ha recentemente ricevuto il premio “Innovation Award” dalla rivista The Economist.
Nel 1978 depositò il brevetto e Kodak fece uscire il primo modello con questa tecnologia basata sui megapixel nel 1986. Contemporaneamente si diffuse la scannerizzazione digitale delle immagini, usata essenzialmente nelle maggiori redazioni giornalistiche e nelle agenzie; fra queste il primato va alla Associated Press, la prima a usare stabilmente il sistema AP Leaf Picture.
Il problema delle prime macchine digitali era però quello di essere molto ingombranti; con il passare degli anni vennero inventati modelli via via più piccoli e soprattutto più semplici da utilizzare. Tuttavia la fotografia elettronica non si è sviluppata rapidamente, come si pensava sarebbe accaduto in quegli anni; infatti fino alla seconda metà degli anni Novanta, nonostante le numerose sperimentazioni, nessuna casa di produzione ha prodotto macchine digitali su larga scala.
Solo verso il 1995 cominciarono a essere commercializzate delle macchine fotografiche digitali dal prezzo abbordabile e dalla qualità migliore, attirando quindi la fascia di mercato degli appassionati del computer e delle nuove tecnologie.
Il vero boom delle macchine digitali si ebbe con la messa in commercio di fotocamere compatte totalmente automatiche che permettevano di scattare una fotografia e di vedere immediatamente l’immagine sul piccolo monitor. Nel 2000 le fotocamere vendute superarono la sogli dei 10 milioni, stabilendo il primato della fotografia digitale su quella tradizionale.